Palomar guardava le foto in bianco e nero di una signora sui 40 anni. Il viso sembrava sereno, disteso; lo sfondo bianco mentre lei indossava una tunica scura, i capelli corti. Palomar non sapeva il nome di quella donna morta una trentina d'anni prima; non portava nemmeno il numero identificativo come tutti gli altri nelle foto lì esposte, e questo non faceva altro che accrescere l'estraneità dell'atteggiamento di lei. Palomar si chiedeva se quel sorriso serafico fosse figlio di ignoranza o completa accettazione del proprio destino; quella sarebbe stata l'ultima foto da viva per quella cambogiana come per tutti gli altri ritratti nelle foto al museo sul genocidio di Phnom Penh. Tra il 1975 e il 1979 i Khmer Rouge, guidati da una folle elìte erudita di ideologia marxista, avevano governato la Cambogia con determinazione e spietatezza. Volevano trasformare il paese in una enorme comune agraria dove ogni compagno doveva spaccarsi la schiena arando e costruendo non secon...
riflessioni da viaggio